Zig, Sharko e Leonardo!

In casa mia la TV è sintonizzata, quasi unicamente, su canali che trasmettono cartoni animati 24 ore su 24. E, credetemi, non sono pochi. Niente film, niente TG, niente di niente. La TV, dal momento in cui è accesa, diventa monopolio dei miei bimbi. Essendo costretti a sottostare a queste dure e proibitive condizioni, noi genitori abbiamo imparato ad apprezzare questi nuovi cartoni animati e, devo ammettere, alcuni sono davvero divertenti e ben fatti.

Pochi giorni fa, la TV era, guarda a caso, sintonizzata sul solito canale che trasmetteva un cartone animato piuttosto recente: Zig e Sharko. Si tratta di una serie animata francese che racconta dei catastrofici tentativi di Zig, una iena affamata e decisamente sfortunata, che, aiutata dal paguro Bernie, tenta di mangiarsi Marina, una sirena molto carina e distratta che, per sua fortuna, è costantemente sotto la protezione di Sharko, lo squalo. Nell’episodio in questione, il povero Zig trova, sulla spiaggia dell’isola in cui vive, un libro speciale e dopo un primo tentativo, fallito, di mangiarselo, decide di sfogliarlo.

 

Come si può intendere dalla copertina, il libro contiene i disegni delle macchine da guerra (ma non solo) che ideò Leonardo Da Vinci. Zig, prendendo spunto dalle immagini, costruisce le sue personali armi con l’intento di raggiungere la sirena Marina, evitando Sharko. Chiaramente il risultato è sempre un totale disastro…

 

 

Infine, il fantomatico libro finisce nelle mani di Sharko il quale copia uno degli “strumenti” che gli servirà per montare la panna…e rendere felice Marina!

 

A parte l’evidente sdoganamento di Leonardo, il che è un’ottima cosa, l’altro motivo per cui ho scritto questo post è che quando mio figlio L., di tre anni appena compiuti, ha visto il libro con il faccione di Leonardo nelle mani di Zig, mi ha guardata pieno di sorpresa e, nel suo italiano da bimbo treenne, ha esclamato: -Mamma!!! Leonardo Pinci!!! E allora ho capito. Ce la posso fare. Ho fatto breccia anche in lui, nonostante sia così piccolo. Devo ammettere che sono piuttosto fiera dei miei piccoli.

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