Ritratti di signore

Quando ero bambina, pensavo che i ritratti, sia che essi fossero dipinti, sia che si trattasse di fotografie, dovessero rappresentare il “vero” e che questa verità dovesse essere per forza “bella”. Chiaramente avevo un ideale di bellezza tutto mio, che sicuramente si scontrerebbe con quello che ho oggi, ma che si affiancherebbe a quello che ha mia figlia. Ciò che non comprendevo era la necessità di alcuni artisti di dipingere le modelle storpiandone i lineamenti, rendendole grottesche o difficilmente riconoscibili, invece che copiare semplicemente ciò che vedevano.

Ho mostrato a mia figlia alcuni ritratti femminili di varie epoche e di vari stili pittorici; le sue reazioni sono state simili a quelle che avrei avuto io alla sua età, tranne che per un particolare. Messa di fronte al lavoro di Picasso, ad esempio, non ha avuto un atteggiamento di incredulità o di “disturbo” come quello che avrei avuto io da bimba. Semplicemente mi ha detto “Ah! questo lo riconosco! E’ quel pittore di cui non ricordo il nome che mette gli occhi al posto del naso!”. 

Nonostante M. preferisca quadri più tradizionali (ormai è appurato, ama l’arte rinascimentale…), ha comunque apprezzato anche le correnti artistiche più recenti e rivoluzionarie. Ad eccezione di Botero. Niente da fare, glielo propongo spesso perchè io lo trovo unico, ma la sua espressione non appena lo vede è sempre la stessa, uguale a quella che assume quando vede un piatto di spinaci. Faranno anche bene, ma a lei proprio non piacciono.

Ma lasciamo da parte gli spinaci e torniamo all’arte! Ecco alcuni esempi di ritratto femminile, a partire dall’arte egizia e romana. Qui i tratti sono semplici (addirittura stilizzati per quanto riguarda il profilo della donna egiziana). Nonostante l’esempio di arte romana sia piuttosto “datato”, si può già notare la ricerca del particolare e della profondità.

 

Facciamo un salto temporale in avanti di qualche secolo e troviamo il tardo gotico. Qui le donne sono decisamente raffinate, ma poco espressive ed evitano sempre il contatto visivo con il pittore e, quindi, con gli spettatori.

 

E’ nel rinascimento che vediamo un grande cambiamento. I volti sono molto realistici, dettagliati, ma soprattutto intensi. Leonardo da Vinci ci regala sguardi diretti e sicuri e sorrisi appena accennati, ma carichi di significato.

 

Successivamente, l’attenzione per la ricerca del dettaglio si sposta verso la ricerca del vero e del quotidiano. Abbiamo quindi volti meno “eleganti” e pose meno statiche.

 

Ma è con l’impressionismo che si ha la vera svolta! I dettagli dei volti si perdono nell’insieme, i contorni delle figure sono sfumati e i colori si mescolano con armonia, sfumando l’uno nell’altro o creando contrasti netti.

 

Spesso il colore ricopre un ruolo del tutto diverso da quello a cui siamo abituati: mette in risalto, delinea, disturba, come nel Fauvismo.

 

Con alcuni artisti ritroviamo ancora la ricerca dell’armonia e dell’eleganza anche se vengono rappresentate sempre in modi diversi, perchè viste con occhi diversi. Il ritratto di Modigliani è sobrio ma raffinato, mentre quello di Klimt è arricchito da una veste elaborata e dettagliata.

 

Ed ecco altre tre ritratti: i primi due, fatti da due donne forti e molto originali, Frida Kahlo e Tamara de Lempicka, il terzo dall’immancabile Botero. La diversità tra i vari stili è davvero incredibile, nonostante siano, temporalmente, piuttosto vicini.

 

Termino questa carrellata di bellissime donne con tre artisti spagnoli che apprezzo moltissimo: Picasso, Dalì e Mirò. Ogni spiegazione, qui, è totalmente superflua. In questi dipinti la donna è trasfigurata, come vista attraverso un caleidoscopio. Eppure sempre riconoscibile ed emozionante.

 

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