Oggy, scarafaggi e Hokusai

Come ho già avuto occasione di fare presente, a casa mia la TV è perennemente sintonizzata sui canali che trasmettono cartoni animati, quindi anche io mi sto “affezionando” ad alcune serie che, fortunatamente per me, sono piuttosto divertenti…

“Oggy e i maledetti scarafaggi” è una delle mie preferite. La storia è semplice, senza dialoghi tra i personaggi, che si fanno capire solo grazie alle loro espressioni molto eloquenti e a pochi versi. Oggy, il personaggio principale, è un gattone tutto blu che vive in una grande casa infestata da tre scarafaggi molto dispettosi, Joey, Marky e Dee Dee, il cui obiettivo comune è quello di rubare il cibo dal frigo (sempre incredibilmente ricolmo!) del povero gatto. Altri personaggi ricorrenti sono Jack, un gatto verde amico di Oggy, e Olivia, una graziosa micetta, fidanzata di Oggy.

Olivia, in particolare, vive in una casa tutta rosa, con i fiori alle finestre e un giardino ben curato. E con una carta da parati di tutto rispetto! Le pareti della sua camera da letto, infatti, sono ricoperte con una tappezzeria “d’autore”, che riproduce la famosa “Grande onda di Kanagawa” di Katsushika Hokusai, realizzata, per l’occasione, su uno sfondo tutto rosa.

La grande onda
La grande onda

 

Hokusai è stato uno dei più celebri artisti giapponesi, sia pittore che incisore, il cui stile unico e raffinato ha influenzato anche alcuni autori dell’impressionismo in Europa, e, in particolare, Monet, Van Gogh e Gauguin. Questa xilografia, in particolare, fa parte della famosa serie “Trentasei vedute del monte Fuji” (monte che si può vedere in basso a destra, mimetizzato tra le onde, con la vetta innevata) e immortala il momento spaventoso in cui l’onda sta per abbattersi sulle imbarcazioni dei poveri pescatori sottostanti, inermi. Questa versione è la più nota, ma non è l’unica nel suo genere. Il pittore, infatti, ne ha realizzato altre, tutte decisamente riconoscibili per lo stile inconfondibile e originale. I colori di queste opere vanno dal bianco della spuma, rappresentata come una serie di riccioli aguzzi ravvicinati, al blu oltremare dei vortici più profondi dell’onda.

 

Ma, chiaramente, Hokusai non è stato l’unico pittore affascinato dal movimento turbinoso del mare. Altri artisti hanno tentato di renderne l’impeto e la forza, come, ad esempio, Georges Lacombe, pittore e scultore francese appartenente al gruppo dei Nabis, un’avanguardia post-impressionista. Lacombe coglie aspetti diversi rispetto a Hokusai, focalizzando la sua attenzione soprattutto sul colore, componente di grande importanza per la corrente artistica a cui apparteneva. Osservando il primo dipinto si ha la sensazione che le onde del mare siano delle variopinte piume di pavone…

 

Ecco, infine, altre tre rappresentazioni dello stesso soggetto marino: la prima del fiammingo Bruegel il vecchio, la seconda del realista francese Courbet e l’ultima dell’incisore e grafico olandese Escher.

 

Mia figlia si è sentita particolarmente ispirata dal tema trattato e ha voluto dare un contributo al post. Ecco a voi “La grande onda” fatta da M., come sempre la mia preferita. Ovviamente.

 

Onda
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