Le mille facce della Gioconda

La Gioconda è, senza ombra di dubbio, uno dei dipinti più famosi al mondo. Il ritratto, che è conservato al museo del Louvre di Parigi ed attira migliaia di visitatori al giorno, è stato eseguito da Leonardo da Vinci e rappresenta la Monna Lisa, moglie di Francesco del Giocondo, da cui il nome Gioconda.

Leonardo da Vinci-La Gioconda
Leonardo da Vinci

 

La raffinatezza di quest’opera è da ricercarsi, principalmente, nella delicatezza delle pennellate, che si fondono insieme creando gradazioni di luce e colore grazie alla tecnica dello sfumato, di cui Leonardo fu precursore.
Nel corso degli anni, la Gioconda ha guadagnato sempre più fama e prestigio, non solo grazie all’ineccepibile tecnica pittorica che la contraddistingue, ma anche per l’alone di mistero che aleggia intorno al suo celeberrimo sorriso. L’espressione della Monna Lisa è una novità per quel periodo, durante il quale, solitamente, le donne mantenevano un atteggiamento più contenuto. In questo caso, invece, lo sguardo diretto e sicuro fa trasparire una consapevolezza di sé decisamente insolita per l’epoca. Il suo viso appare sereno, calmo, spontaneo.

La popolarità e l’enigmaticità della Gioconda hanno fatto sì che artisti di tutti i tempi si confrontassero con lei, animati da sentimenti contrastanti quali ammirazione, competizione, smitizzazione o, più semplicemente, per attirare l’attenzione del pubblico sul proprio operato. 

Ecco quindi Duchamp, che si prende gioco della Monna Lisa disegnandole baffi e pizzetto, e Bataille, che invece le fa fumare la pipa, con tanto di anelli di fumo.

Duchamp
Duchamp
Bataille
Bataille

 

 

Malevic incolla sulla tela un pezzo di giornale rappresentante la Gioconda con il viso e il petto segnati da una croce, mentre Leger la usa come contrasto ad un mazzo di chiavi.

Malevic
Malevic
Leger
Leger

 

Poi abbiamo la versione di un giovanissimo Botero, che rende la Gioconda paffuta e rosea, e quella di Dalì, il quale sovrappone una fotografia del proprio viso a quello del dipinto.

Botero
Botero
Dalì
Dalì

 

Nella versione di Basquiat, il volto della Gioconda, così come il resto del quadro, sono travolti da pennellate di colori sgargianti e tratti decisi e violenti, mentre Picasso ne dà una sua personale interpretazione in chiave cubista.

Basquiat
Basquiat
Picasso
Picasso

 

Infine possiamo confrontare le versioni di due dei massimi esponenti della pop-art: Warhol e Lichtenstein. Il primo fa un collage di numerose immagini della Gioconda, applicandole in orizzontale, diagonale e capovolte, tutte di colore diverso, mentre il secondo la rivede secondo il suo stile fumettistico, modernizzando anche il paesaggio nello sfondo.

Warhol
Warhol
Lichtenstein
Lichtenstein

 

Ma la Gioconda è anche una stella nel mondo della pubblicità, basti pensare al celebre spot di un’acqua minerale che recitava: “Liscia, gassata o…”.

liscia gassata ferrarelle

 

Le campagne promozionali che hanno sfruttato il suo volto sono numerosissime. Un ultimo esempio della sua presenza lo troviamo in un centro commerciale del Galles, dove è stata dipinta una enorme Gioconda sulla pavimentazione.

Pavimentazione centro commerciale
Pavimentazione centro commerciale

 

Ed eccoci alla fine di questa carrellata di “Gioconde”. Mia figlia M. le ha osservate con interesse, stilando una sua classifica di gradimento personale. La sua preferita è quella di Dalì, la fa ridere molto… E anche in questo caso ha rielaborato una Gioconda molto…originale…dal risvolto spiccatamente consumistico!

La Gioconda secondo M.
La Gioconda secondo M.
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