Ma l’arte è per i maschi o per le femmine?

Come ormai saprete io ho due bimbi, una femmina di quasi sette anni e un maschietto di tre anni e mezzo. Pestiferi e adorabili. Beh, forse più pestiferi… Essendo la bimba la maggiore, è lei che organizza i giochi e detta le regole. Solitamente inventa avventure meravigliose delle quali lei e il fratello sono i protagonisti indiscussi. E il piccolo partecipa sempre, felice. I giochi propriamente “da femmina” o “da maschio” (distinzione che io non faccio quasi mai) non abbondano particolarmente in casa mia e, quelli che ci sono, come le Barbie, sono lasciati un po’ nel dimenticatoio. Ad eccezione delle automobiline di mio figlio, quelle sono a dir poco sacre.

E l’arte? E’ per i maschi o per le femmine? Preciso che io mi sono diplomata al liceo artistico e, ai miei tempi (lontani), la percentuale maschile era decisamente ridotta. Ridottissima. Dire, però, che l’arte possa essere più o meno interessante a seconda del genere, sembra decisamente assurdo.

Credo che l’arte faccia parte di uno di quei mondi nei quali non si fanno distinzioni tra gusti maschili e femminili: le pennellate precise e raffinate che definiscono le balze di un vestito di tulle colorato possono essere stimolanti per entrambi i sessi. Il fine ultimo dei tocchi di colore è certamente quello di dare vita ad un vestito, dettaglio che, forse, potrebbe richiamare un maggiore interesse da parte di un pubblico femminile (mia figlia in prima fila!), ma la storia del dipinto, la tecnica pittorica, lo studio del colore, del chiaro-scuro, della visuale prospettica, sono tutti particolari che non possono essere soggetti a discriminazioni di genere!

Pensandoci bene, probabilmente l’unico ostacolo che si può interporre tra noi e l’apprezzamento di un’opera d’arte è la mancanza di quella particolare sensibilità che ci permetta di connetterci con l’intenzione dell’artista, con la sua idea originale. E questo non significa certo apprezzare tutto ciò che vediamo o capire l’essenza di ogni opera, ci mancherebbe altro. A mio modesto parere, l’importante è riuscire ad analizzare, criticare, imparare a conoscere modi diversi per esprimere le proprie emozioni. E questo possiamo farlo tutti. Maschi e femmine.

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