Espressionismo tedesco a Genova

Devo essere onesta. La corrente espressionista non mi ha mai incuriosita particolarmente. Forse la colpa è, in parte, del mio libro di storia dell’arte del liceo che dedicava all’avanguardia tedesca solo poche pagine. Le immagini, poi, erano scarse e, adesso l’ho capito, decisamente poco rappresentative. L’idea di visitare una mostra incentrata esclusivamente sull’Espressionismo tedesco non l’avrei mai presa in considerazione. Eppure…ho deciso di dare una chance alla mostra di Genova, allestita a Palazzo Ducale: Espressionismo tedesco, da Kirchner a Nolde. Chiaramente non sono andata da sola, ho avuto un’accompagnatrice eccezionale: mia figlia Margherita.

L’Espressionismo tedesco ha avuto origine in seguito alla fondazione del movimento “Die Brucke” (“Il Ponte”) da parte di Fritz Blayl, Erich Heckel, Ernst Ludwig Kirchner e Karl Schmidt-Rottluff. Il movimento volle essere un moto di ribellione contro il perbenismo e l’accademismo della cultura tedesca del primo novecento, un “ponte” verso un nuovo stile che si definirà, appunto, Espressionismo.

A parte le xilografie che non mi entusiasmano particolarmente, i quadri sono veramente suggestivi: i tratti sono decisi, netti, i contorni evidenti, spesso neri. I colori vivacissimi (dal rosso al verde acido) creano continui contrasti. Le figure sono spigolose, abbozzate ma molto espressive. Le pennellate sono piene di colore, ravvicinate, quasi frettolose, come se dovessero immortalare proprio quell’istante preciso.

Io ho decisamente rivisto la mia opinione sull’Espressionismo. L’ho trovato molto coinvolgente. Considerando anche le giovani età degli artisti (20-25 anni), trapela immediatamente il loro entusiasmo, la loro sete di cambiamento. Anche mia figlia ne è rimasta entusiasta. Il suo quadro preferito in assoluto è questo:

Kirchner -  Marcella

Kirchner – Marcella

L’audio-guida le ha fatto notare le righe dell’abito e delle calze e lei, da quel momento in poi, ha continuato la ricerca delle righe anche negli altri quadri.

A me sono piaciuti molto anche questi: coloratissimi i primi tre e più cupo e intimo l’ultimo.

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Schmidt-Rottluff

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Max Pechstein

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Schmidt-Rottluff

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Erich Heckel

Un appunto. Il book shop. Sto spendendo più soldi in gadgets per mia figlia (cartoline, spillette, calamite…) che in biglietti di ingresso ai musei. Dovrò mettere un freno prima o poi…..o poi…

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