Dora, Dora, Dora l’esploratrice!

Non che io la ami particolarmente. Anzi. La sopporto a malapena. Ma a mio figlio piace e quindi occasionalmente devo tollerare anche lei, Dora l’esploratrice. Dora è una bimba ispanica di sette anni che vive mirabolanti (si fa per dire…) avventure in aiuto dei suoi amici o alla ricerca di oggetti o luoghi speciali.

La puntata di cui parlerò qui è la quattordicesima della settima serie (set-ti-ma!) che si intitola “Let’s paint”. Dora deve raggiungere lo studio d’arte di una sua amica e, nel tragitto, deve risolvere i vari problemi che le si presentano.

Per iniziare incontra un triste signore privato della sua chitarra. A ben vedere, il tizio blu dell’immagine ricorda decisamente la pittura di Chagall: a me sono venuti in mente questi due dipinti, il primo per quanto riguarda le tinte, il secondo per l’impostazione dell’immagine. Si accettano altri suggerimenti!

 

Continuando per la sua strada, Dora incontra un venditore di fiori molto particolare e un pappagallo che torreggia sopra una composizione di frutta. Questi richiami li ho immediatamente riconosciuti grazie ad una recente visita ad una mostra genovese: ecco a voi Diego Rivera e Frida Kalho.

 

A questo punto la nostra eroina si imbatte nell’opera più ricercata nel web: la notte stellata di Vincent Van Gogh (di cui ho già parlato qui).

 

Ecco, quindi, tre opere esposte en plein air: Whistler con il celebre ritratto della madre, Leonardo con la Gioconda e Gerard con il ritratto di Napoleone.

 

Ora, Dora perde il pennello con il quale dipinge e chiede aiuto ai bimbi spettatori per ritrovarlo. Non ci ho fatto caso subito, ma ad una seconda visione del cartone animato mi sono accorta che per realizzare la giungla si è presa ispirazione dai quadri di Rousseau. Alcuni dettagli sono identici.

 

Ultima tappa prima dell’arrivo è una stazione ferroviaria, nel bel mezzo di un deserto inospitale e sabbioso. I richiami a Salvador Dalì sono molteplici: dagli orologi molli, alla stazione ferroviaria stessa, all’ambiente desertico.

 

Perfino il trenino ricorda Dalì, con i suoi baffoni!

 

Tra gli incontri in perfetto stile surrealista che Dora fa nel deserto, questo è quello più saliente: un elefante dalle zampe lunghissime, un soggetto ricorrente nelle opere di Dalì.

 

Alla fine di questo lungo tragitto, Dora arriva finalmente nello studio d’arte della sua amica. All’interno, su un bancone, si può intravedere una testa che mi ricorda quelle bronzee che realizzava Rodin.

 

Ed eccoci arrivati al mio punto interrogativo. Sopra il bancone ci sono due “quadri”. Quello viola ricorda i motivi geometrici degli anni sessanta; quello sul rosa con i fiori, invece, sono assolutamente sicura di averlo già visto, ma non riesco assolutamente a identificarlo. Chi di voi mi aiuta? Mi affido alla vostra conoscenza della materia, risolvete il mistero!

Dora
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